en-COMUNICATO STAMPA: STOP INDIFFERENTISMO CONTRO I SINDACATI MILITARI

16/10/2021

  Organizzazione Italiana dei Militari - Esercito

Abbiamo scritto diverse lettere ai massimi rappresentanti delle istituzioni, a tutti i leader politici dei maggiori partiti italiani in parlamento, ai direttori di giornale, giornalisti, i segretari dei grandi sindacati italiani per denunciare l'indifferentismo dell'attuale governo nei riguardi del nostro Sindacato Militare dell'Esercito e in generale. In questi giorni abbiamo letto un articoli, servizi televisivi dove i leader politici esprimono la propria solidarietà alla Cgil dopo lo sconvolgente assalto squadrista di sabato scorso. Tanti leader accorsi a Corso Italia, per esprimere vicinanza al primo sindacato italiano. Hanno lanciati appelli per mobilitare la piazza contro il fascismo, sabato 16 ottobre, sotto le bandiere dei sindacati confederali. Condividiamo profondamente queste iniziative noi del Sindacato Itamil Esercito non aderiamo a questa mobilitazione non tanto per l'iniziativa lodevole di profondo sentimento democratico ma per il comportamento "indifferente" tenuto dai molti direttori di giornali, leader dei maggiori sindacati italiani, giornalisti, i parlamentari e dal Ministro della difesa in particolare nei riguardi del nostro Sindacato Militare "Itamil Esercito" e in generale. L'indifferentismo non appartiene alla cultura della "democrazia" alla "libertà di stampa" non rispetta i valori della nostra Costituzione scritta con il sangue versato da tantissimi Militari, Carabinieri, Partigiani, gente comune che hanno lottato per darci oggi la "libertà" di esprimere il proprio pensiero, di costituirsi in associazioni ed organizzazioni sindacali. Desideriamo sottoporre all'opinione pubblica e non solo una grave problematica, che riguarda l'esercizio della libera rappresentanza dei lavoratori militari dell'Esercito italiano E l'inaccettabile "indifferenza" del vertice politico e militare della Difesa. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 120 del 2018, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2010, nella parte in cui vieta ai militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale; La citata sentenza ha riconosciuto di fatto la legittimità di associazioni professionali di personale militare a carattere sindacale; ha rinviato ad un apposito provvedimento legislativo la definizione delle condizioni e dei limiti di tale riconoscimento; ha confermato il divieto per il personale militare di aderire ad altre associazioni sindacali; Il 21 settembre 2018, il Ministro della difesa all'epoca il Ministro della Difesa emana una circolare volta a consentire, nelle more dell'intervento legislativo, il processo di costituzione delle associazioni sindacali militari, indicando però una serie di condizioni soggettive, oggettive e funzionali; Il 2 novembre 2020 a firma del Ministro della Difesa abbiamo registrato nei passaggi successivi lo statuto presso l'ufficio delle entrate ottenendo di fatto secondo quanto previsto dall'articolo 39 della Costituzione ottenendo la personalità giuridica. Presso la 4a commissione difesa del Senato presieduto dalla Senatrice Roberta Pinotti è attualmente incardinato oppure fossilizzato il disegno di legge «Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo», già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 22 luglio 2020 . A seguito di un incontro tra l'autorità politica e i rappresentati di alcune associazioni sindacali militari neo costituite, avvenuto il 17 luglio 2019, venivano evidenziate alcune criticità che, di fatto, limitano il pieno esercizio dell'attività di rappresentanza. La circolare emanata da capo di gabinetto del Ministero della difesa pro- tempore il successivo 22 agosto 2019 individuava, fra le problematiche emerse, l'impossibilità di incontrare il personale militare all'interno di strutture militari al fine di illustrare le principali finalità delle associazioni sindacali e raccogliere le eventuali adesioni; La stessa circolare, nelle more della definizione di un nuovo quadro normativo di riferimento, al fine di consentire alle citate associazioni la piena funzionalità delle stesse, precisava che «ai responsabili delle associazioni regolarmente assentite, dovrà essere consentito di incontrare il personale presso i locali di uso comune (sale convegni, spacci, e altro), fuori dall'orario di servizio; non intralciando le normali attività dei reparti; prevedendo una programmazione semestrale delle attività informative»; La nostra organizzazione sindacale italiana dei militari dell'esercito, Itamil Esercito si e' rivolta alle autorità militari, il 22 agosto 2021, in ottemperanza alle disposizioni della sopra citata circolare, trasmettendo un calendario di incontri informativi nelle caserme, che avrebbero dovuto cominciare ad inizio settembre 2021, di cui ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro formale alla stregua di tante altre istanze trasmesse attraverso la posta certificata di cui le amministrazioni secondo quanto previste dalle leggi vigenti dovrebbero comunque "rispondere". Non per ultimo il sindacato denuncia un fatto increscioso del quale è venuto a conoscenza: nel dicembre 2020, in un reparto militare di stanza in Friuli, il comandante avrebbe trasmesso un'informativa alla procura militare di Verona, dopo aver acquisito informazioni dal portale www.itamil.org, allegando alcuni screenshot di dirigenti del sindacato Itamil alle sue dipendenze, lamentando che questi non gli avrebbero segnalato la propria carica sociale; All'epoca dei riportati fatti, contro tali rappresentanti sindacali furono avviati anche provvedimenti disciplinari, successivamente revocati dopo l'intervento del nostro sindacato non sussistendo gli estremi delle contestazioni. Sempre in Friuli esattamente al reparto Genio di Udine il nostro Presidente regionale peraltro membro del Comitato Esecutivo Nazionale del Sindacato e' stato trasferito in altra sede a Roma anche il nostro Presidente del Sindacato Itamil Umbria entrambi membri dell'esecutivo nazionale è stato trasferito a Roma senza che e' stato chiesto alcun parere alla nostra organizzazione sindacale senza tener conto di alcune sentenze che hanno condannato l'amministrazione per fatti analoghi. L'amministrazione militare dell'Esercito ha respinto uno dei ricorsi in quanto non vi è stato alcun intervento normativo sulla funzionalità dei sindacati e quindi di fatto non tengono conto della sentenza 120/2018 dell'Alta Corte, del decreto di asseverazione delle organizzazioni sindacali militari del Ministero della Difesa, del riconoscimento giuridico ottenuto all'atto della registrazione presso l'ufficio delle entrate, dell'Art. 39 della Costituzione, delle recenti sentenze che hanno annullato i trasferimenti d'autorità per alcuni dirigenti di organizzazioni sindacali dei militari analoghi alla nostra. Visto l'indifferenza generale nei riguardi della nostra organizzazione desideriamo far sapere all'opinione pubblica che il nostro sindacato opera a spese proprie, senza indennizzi, ed altro, togliendo del tempo alle nostre famiglie per rappresentare i nostri colleghi e ci dobbiamo sentire umiliati da certi comportamenti di totale indifferenza alle nostre istanze trasmesse a chi di competenza non possiamo piu' tollerare questo "indifferentismo" nei nostri riguardi aldilà della legge in corso di trattazione in commissione difesa riteniamo opportuno che il vertice politico e militare debba rispettare quanto e' stato concordato ma soprattutto rispondere e' cortesia. Questo atteggiamento di chiusura rischia di configurarsi, da un lato, come una sconfessione stessa delle disposizioni contenute nella citata circolare del 22 agosto 2019 e, dall'altro, come una grave ingerenza nei riguardi dell'organizzazione sindacale Itamil Esercito. Quest'ultimo episodio mette in pericolo l'esercizio del nostro mandato sindacale problemi che, evidentemente, sembrano non interessare al vertice politico e militare della Difesa visto che non riceviamo risposte alle nostre istanze segnalate via PEC .Ci rivolgiamo a Voi cittadini, giornalisti, direttori, segretari dei maggiori sindacati italiani per aiutarci affinchè spingere i parlamentari ad accelerare l'iter legislativo sulla legge dei diritti sindacali e dall'altra parte che venga rispettato il principio che i patti e le circolari vigenti si applicano "Sic rebus stantibus" tenendo conto anche quanto e' previsto Dall'articolo.39 della Costituzione italiana visto che attraverso la registrazione all'ufficio delle entrate abbiamo ottenuto il riconoscimento giuridico.

Roma 13/10/2021

Ai sensi dell'Articolo 21 della Costituzione;

Il Segretario Generale

Girolamo Foti