en-SINDACATO ITAMIL ESERCITO: DDL SUI DIRITTI SINDACALI DEI MILITARI,SEMBRA RIEVOCARE I SINDACATI CORPORATIVI DI VENTENNALE MEMORIA

05/11/2021

Al Presidente della Repubblica

Prof. On. Sergio Mattarella

Per conoscenza

Al Presidente del Consiglio 

Dott. Mario Draghi

Al Presidente del Senato

Sen. Maria Elisabetta Casellati

Al Presidente della Camera

On. Roberto Fico

Al Ministro della Difesa

On. Lorenzo Guerini

Al Presidente della IV Commissione Difesa al Senato

Sen. Roberta Pinotti

Al Presidente della Commissione Difesa alla Camera

On. Gianluca Rizzo

Al Presidente delle Organizzazioni Militari europee Euromil

Dr. Emmanuel Jacob

Al Presidente Nazionale dell'Associazione Partigiani d'Italia (ANPI)

Dott. Gianfranco Pagliarulo

Signor Presidente della Repubblica;

Dal Senato potrebbe essere approvata una legge sui diritti sindacali a nostro avviso improponibile, in quanto calpesta la nostra Costituzione e la dichiarazione dei diritti universali dell'uomo del 10 dicembre 1948. Siamo terrorizzati che esca una legge che ci ricorda i sindacati corporativi di ventennale memoria.

Un breve excursus;

La Corte Costituzionale, con la sentenza n.120 del 2018, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2010, nella parte in cui vieta ai militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale; la citata sentenza ha riconosciuto la legittimità di associazioni professionali tra il personale militare a carattere sindacale; ha rinviato ad un apposito provvedimento legislativo la definizione delle condizioni e dei limiti di tale riconoscimento.

Il 21 settembre 2018, il Ministro della difesa pro tempore ha emanato una circolare volta a consentire, nelle more dell'intervento legislativo, il processo di costituzione delle associazioni sindacali militari, indicando però una serie di condizioni soggettive, oggettive e funzionali. A seguito di un incontro tra l'autorità politica e i rappresentati di alcune associazioni sindacali militari neo costituite, avvenuto il 17 luglio 2019, venivano evidenziate alcune criticità che, di fatto, limitano il pieno esercizio dell'attività di rappresentanza.

La circolare emanata da capo di Gabinetto del Ministero della Difesa pro tempore il successivo 22 agosto 2019 individuava, fra le problematiche emerse, l'impossibilità di incontrare il personale militare all'interno di strutture militari al fine di illustrare le principali finalità delle associazioni sindacali e raccogliere le eventuali adesioni;

I Sindacati Militari ottenuta l'asseverazione ministeriale registrano il proprio statuto presso l'ufficio delle entrate ottenendo di fatto l'aspetto giuridico legale e privatistico.

In ottemperanza alle disposizioni della sopra citata circolare, i sindacati militari possono trasmettere una richiesta formale per avviare un ciclo d'incontri informativi nelle caserme ma le richieste trasmesse all'attenzione dello Stato Maggiore dell'Esercito che di fatto non trovano seguito in quanto non arrivano le attese risposte via pec, per noi si tratta di una chiara sconfessione delle disposizioni contenute nella citata circolare emanata dal Gabinetto del Ministro del 22 agosto 2019 venendo meno al principio "Sic rebus stantibus".

Se da un lato il vertice politico e militare della difesa non tengono in considerazione le organizzazioni sindacali riconosciute dalla IV^ Commissione Difesa del Senato non arrivano notizie confortanti sul nuovo disegno di legge.

La storia ci insegna che, nel 1926, fu costituita la "Confederazione generale fascista dell'industria italiana" ai sensi della legge 3 aprile 1926, n. 563 aveva sede in Roma e inquadrava, sotto di sé, le Federazioni nazionali di categoria, le quali rappresentavano i datori di lavoro e dei lavoratori di un ciascun settore (industrie estrattive, fibre tessili, legno, ecc.).

Sul territorio si articolava in unioni provinciali.

Nel 1934 fu denominata 'Confederazione fascista degli industriali'.

Con questa legge del 1926 venne, tra l'altro, realizzata l'istituzionalizzazione dei sindacati fascisti e legalizzato il loro monopolio per la rappresentanza dei lavoratori.

Ciò andava a significare che le Corporazioni divennero organi controllati dall'amministrazione statale, con 'funzioni di conciliazione, di coordinamento ed organizzazione della produzione e di riconciliazione attraverso i tribunali in caso di controversie tra il datore e il lavoratore'.

Le nostre riflessioni sul DDL S. 1883 del Senato della Repubblica XVIII Legislatura;

Dunque, leggendo il testo sulla legge dei sindacati per i militari ci vengono i mente i sindacati corporativi di ventennale memoria.

Nulla è cambiato, anzi sta per uscire una legge che limita fortemente l'esercizio della rappresentanza e la rappresentatività del personale peggio dell'attuale strumento di rappresentanza militare "il Cocer".

Noi del Sindacato Itamil Esercito ci appelliamo al Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella in quanto garante della Costituzione di far esaminare attentamente il disegno di legge sui diritti sindacali dei militari che dal nostro punto di vista non rispetta gli articoli: 21,39,52 e 54 della Costituzione, non rispetta nemmeno la dichiarazione dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948.

In sintesi con questa legge dal nostro punto di vista, vengono istituzionalizzati le organizzazioni sindacali dei militari sulla falsa riga dei sindacati corporativi di ventennale memoria,di seguito alcune osservazioni: a) è fatto divieto di percepire donazioni (quando in questo paese tutte le organizzazioni civili, religiose, sindacali, politiche e culturali vengono finanziate dalle donazioni); b) è fatto divieto di rivolgersi per le controversie al giudice del lavoro ma si devono rivolgere al Tar Amministrativo, c) la legge addirittura disciplina nello specifico le procedure elettorali interne dettando alcune disposizioni, non esistono norme di tutele a favore dei dirigenti sindacali, d) impongono un limite del 75% degli iscritti di una sola categoria degli iscritti totali,escludendo di fatto quel personale che che pur volendo iscriversi non lo potrà fare se si supera la quota imposta dalla legge, un principio discriminatorio intollerabile che si scontra con la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948; e) i Sindacati non possono dialogare con i reparti periferici; f) le amministrazioni hanno la possibilità di poter trasferire i dirigenti sindacali per incompantibilità ambientale (fortemente discrezionale dall'amministrazione) in contrasto con le recenti sentenze in difesa di alcuni sindacalisti militari; g) addirittura vengono esclusi ai sindacati la possibilità di poter stringere convenzioni con i patronati, i caf, h) i dirigenti non rappresentativi dei sindacati in caso di comunicati stampa, interviste,sono perseguibili da provvedimenti disciplinari; sono solo alcuni dei punti che non condividiamo, secondo il nostro punto di vista è chiara che questa legge va in contrasto con la nostra Costituzione, con l'Art. 21, 39, 52 e 54, con lo statuto dei lavoratori, con la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948, se questa legge verrà approvata usciranno fuori dei Sindacati fortemente limitati, istituzionalizzati sulla falsa riga dei Sindacati Corporativi dell'epoca fascista, non comprendiamo come può l'attuale Governo approvare un disegno di legge simile.

Noi del Sindacato Itamil Esercito intendiamo difendere con decisione la volontà di mantenere quelle promesse di libertà e democrazia scritte nella nostra Costituzione, perché ad ogni articolo di questa costituzione, ci sono dei caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, defunti hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.

La superficialità di come è stata trattata la legge sia alla Camera che al Senato ci umilia, ci sentiamo calpestati nella dignità non solo da servitori dello Stato ma soprattutto da cittadini della Repubblica italiana.

Bastavano poche è comprensibili limitazioni relative alla nostra professione come ad esempio il divieto di scioperare e la trattazione di argomenti relativi al servizio", si poteva estendere a tutti i militari una legge equa simile a quella dei colleghi della Polizia di Stato in tema di diritti sindacali.

Ci rivolgiamo alla saggezza del nostro Presidente della Repubblica che in tutti questi anni lo ha contraddistinto rispetto all'attuale classe politica distaccata dal popolo, affinché analizzare nel dettaglio il testo di legge sui Diritti Sindacali dei Militari nella speranza che esca una legge equa che rispetti la nostra Costituzione e la dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948.

In allegato trasmettiamo il testo della legge sui diritti sindacali dei Militari analizzata in Commissione Difesa al Senato, il decreto ministeriale e la circolare per l'operatività dei sindacati asseverati.

" Se voi volete andaree in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità. andate li, o giovani con il pensiero,perché li è nata la nostra Costituzione".

Prof. Piero Calamandrei

Roma 3 novembre 2021

Con Osservanza,

FIRMATARI

Ai sensi dell'Art. 21 della Costituzione italiana

Il Presidente cofondatore Cav. Dr. h.c. Sandro Frattalemi, il vice presidente cofondatore

Cav. Dr. h.c. Nicola Passarelli, il Segretario Generale cofondatore Girolamo Foti