en-SINDACATO ITAMIL ESERCITO: L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA POLITICA SUI DIRITTI DEI MILITARI

28/11/2021

"Come si cambia per non morire". Il titolo della splendida canzone di Fiorella Mannoia ben si attaglia al comportamento dei parlamentari pentastellati, che ancora una volta con doppia giravolta spaziale cambiano idea anche in tema di giustizia militare. Qualche giorno addietro siamo usciti con un comunicato per segnalare a tutti i nostri colleghi la vera visione della lega, partito di lotta sui social ma di palazzo nei fatti, relativamente alla nascita dei sindacati militari. 

Adesso, scopriamo le carte al Movimento Cinque Stelle che dal nostro punto di vista ha illuso con le sue promesse anche tantissimi cittadini militari per poi cambiare idee e programmi nel corso del loro mandato al governo e lo dimostreremo attraverso i fatti realmente accaduti. Nella precedente legislatura presentarono un disegno di legge, che in connessione col disegno di legge costituzionale di modifica degli articoli 102 e 103 della Costituzione, avrebbe dovuto istituire una sezione specializzata per i reati militari presso i tribunali ordinari e sopprimere i tribunali militari. In particolare, l'A.S. n. 766, proponeva di sopprimere definitivamente i tribunali militari e le procure militari della Repubblica di Napoli e di Verona, trasferendo le relative competenze agli uffici giudiziari militari di Roma, nonché di sopprimere definitivamente il Tribunale e l'Ufficio Militare di sorveglianza di Roma, trasferendo le relative competenze alla Corte Militare d'Appello di Roma. Ciò avrebbe consentito di trasferire i magistrati militari nei tribunali ordinari e recuperare preziose risorse umane per una giurisdizione ordinaria notoriamente in sofferenza. Tale proposta portava la firma dei Senatori Antinori, Battista, Cotti, Bignani, Marton, Bocchino, Campanella, Gaetti, Pepe, Romani, Scibona, Vacciano e anche dell'ex pasionaria Paola Taverna. Oggi sembra che il Movimento 5 Stelle, con l'Onorevole Aresta abbia cambiato completamente idea. Infatti secondo quanto riportato sulla proposta di legge n. 1402 il deputato "giurista" esprime in sintesi che la giustizia militare deve essere conservata, quale ordine autonomo ma con un sua giurisdizione ridefinita a tutti i reati commessi dai militari o che coinvolgono interessi o beni specificamente militari. In campagna elettorale si erano proposti come i paladini dei diritti sindacali per poi appena rieletti sono diventati complici di una legge sui diritti sindacali inadeguata che non rinconosce i diritti fondamentali per la funzionalità delle organizzazioni sindacali come ad esempio il divieto di rivolgersi al Giudice della Sezione del lavoro, con i dirigenti sindacali che sono a rischio di trasferimento per incompantibilità ambientale. In sintesi sono stati concessi enormi poteri alla linea di comando che eserciterà il controllo sulla funzionalità delle stesse organizzazioni, questi sono solo alcuni dei punti discutibili della legge che non ha nulla a che fare con gli interventi richiesti al legislatore dall'alta corte con la sentenza 120/2018 dove bastavano degli interventi che tutelavano l'amministrazione dal punto di vista operativo/funzionale, il divieto di sciopero, il trattare materie attinenti al rapporto gerarchico funzionale e la neutralità politica, invece l'attuale legge stupra la democrazia e i principi costituzionali entrando in questioni che non rientrano nelle competenze del legislatore,il tutto è stato fatto con il silenzio e l'indifferenza di tutti i gruppi parlamentari compreso il movimento cinque stelle. Che fine hanno fatto le promesse in campagna elettorale in materia di introduzione di nuove norme sulla legge 104, ricongiungimento familiare, riordino delle carriere, valorizzazione professionale ed economica dei ruoli non dirigenti a partire dai Graduati e i Sergenti che hanno le carriere cristallizzate con gravi danni dal punto di vista previdenziale, il precariato nelle forze armate, gli alloggi. Ci dispiace che il massimo rappresentante del Movimento Cinque Stelle il Prof. Giuseppe Conte "giurista" taccia sulla legge sui diritti sindacali militari che sembra essere indifferente dei passaggi anti democratici che nulla hanno a che fare con le leggittime limitazioni che possono avere le organizzazioni sindacali dei militari come ad esempio "il diritto di sciopero", " il trattamento di argomenti gerarchico/funzionale", " la funzionalità operativa delle forze armate".Attendiamo ancora le valutazioni dell'On. Salvini, della Sottosegretaria alla Difesa Pucciarelli, sull'attuale disegno di legge sui diritti sindacali, sull'incoerenza del movimento cinque stelle.Su questi temi comunque torneremo alla carica. State sintonizzati!