en-SINDACATO ITAMIL ESERCITO: TUTELA DEL POSTO DI LAVORO, TRASMESSA LA DIFFIDA  ALL' AMMINISTRAZIONE A TUTELA DEI NOSTRI TESSERATI. 

15/08/2021

Stato Maggiore Esercito

Via XX Settembre 123/a - 00187 Roma

stateesercito@postacert.difesa.it

Ministero della Difesa

Via XX Settembre 8 00187 Roma

udc@pecpostacert.difesa.it

Al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

Gen. C.A. Pietro SERINO

Per conoscenza il Ministro della Difesa

On. Lorenzo GUERINI

Si è rivolta al mio Studio legale, eleggendovi domicilio, l'organizzazione sindacale Itamil Esercito riconosciuta dal Ministero della Difesa il 2 novembre 2020, in persona del Segretario Generale Girolamo Foti, autorizzando il trattamento dei dati e rilasciando procura alle liti.

Detta organizzazione promuove tra i vari punti la tutela della salute e del posto di lavoro in linea a quanto previsto dall'impegno sottoscritto con il Ministero della Difesa il 2 novembre 2020 per l'ottenimento dell'asseverazione.

Ebbene, di fronte alla consapevolezza delle difficoltà segnalate da alcuni tesserati del Sindacato Itamil Esercito, si rende necessario che tale organizzazione agisca per rivendicare i giusti diritti del personale in ambito lavorativo.

Ciò brevemente premesso, si porta all'attenzione dell'Amministrazione la circostanza per la quale alcuni tesserati abbiano segnalato al Sindacato Itamil Esercito le condizioni alle quali è esposto il personale sottoposto alle visite annuali per l'idoneità al servizio attivo presso il proprio reparto d'appartenenza.

Ed infatti, si rileva come laddove il personale si trovi in condizione di eccesso ponderale (anche se, come noto agli uffici in indirizzo, la circolare è stata sospesa dal Dicastero della Difesa) oppure con alcuni valori fuori norma, vengono sottoposti ad ulteriori accertamenti per dubbia idoneità al servizio militare presso le strutture mediche militari.

Tali accertamenti, peraltro, si concludono sovente con l'invio in convalescenza del militare segnalato dal proprio reparto per dubbia idoneità al servizio.

Tuttavia, seppur l'apparente intento dovrebbe essere quello di salvaguardare la salute fisica del personale, nella prassi applicativa sembrerebbe assistere ad una sempre maggiore disparità di trattamento del personale militare rispetto alle altre categorie di lavoratori in regime di pubblico impiego e ciò per i motivi che seguono.

L'inquadramento giuridico del personale militare, dal punto di vista legislativo, non prevede particolari procedure che li differenziano dal pubblico impiego dal punto di vista delle tutele e dei diritti, ed infatti non si ravvisa in alcun altro settore la circostanza per la quale il personale venga posto in convalescenza per dubbia idoneità al servizio per i motivi sopra esposti.

Non si rinnega, tuttavia, che il Dicastero della Difesa, per propria ammissione nel 2019, abbia ritenuto di sospendere la circolare in materia di eccesso ponderale perché creava disparità di trattamento tra il personale appartenente alle varie forze armate, dacché il militare veniva emarginato professionalmente ed inviato in convalescenza per lunghi periodi fino al ridimensionamento del proprio stipendio e la perdita dello status di militare.

Per tali motivi, il Sindacato Itamil Esercito ha chiesto all'Amministrazione, attraverso l'esercizio del diritto all'accesso civico, di conoscere le percentuali suddivise per categorie del personale militare inviato in convalescenza per rientrare nei valori parametrici ponderali, costretti al riposo coatto, stipendiato per non lavorare, il tutto a danno dell'erario dal 2015 al 2019.

L'amministrazione, tuttavia, ha negato l'accesso ai dati richiesti.

Pertanto, considerato che le visite annuali per l'idoneità al servizio militare non rappresentano un'indubbia garanzia a tutela della salute dei militari, tenuto conto delle attuali difficoltà interpretative e della necessità di un'adeguata fase di riflessione e di studio essenziale a salvaguardare il personale sottoposto a tali controlli per l'accertamento in particolare dello stato d'eccesso ponderale, sia i datori di lavoro nonché i medici competenti, per quel che attiene i Responsabili Servizio Prevenzione e Protezione, il sindacato Itamil ha trasmesso a questa amministrazione varie pec, alle quali non ha ricevuto alcuna risposta, nelle quali ha richiesto di aprire un confronto costruttivo sul tema delle visite annuali, sul problema dell'eccesso ponderale, sul riconoscimento delle patologie quali quelle dipendenti da causa di servizio riscontrate durante la fase del procedimento di verifica della sorveglianza sanitaria, nell'ipotesi in cui le stesse patologie risultassero riconducibili a rischi professionali.

Dette modalità agevolerebbero la possibilità di definire le procedure necessarie per implementare ed aggiornare anche le tabelle relative alle varie patologie ascrivibili alla categoria, quali dipendenti da causa di servizio.

Occorre inoltre chiarire l'aspetto inerente la copertura delle spese necessarie per le fasi di valutazione di tipo sanitario (laboratori di analisi e supporto psicologico), visto che il personale giudicato non idoneo al servizio militare, il servizio sanitario militare si limita esclusivamente a prescrivere periodi di convalescenza senza alcun supporto medico professionale per il periodo di recupero.

Il Sindacato Itamil Esercito è in prima linea nella politica di conservazione della salute, ma considerato che l'argomento è assolutamente delicato e complesso, con profili Costituzionali in gioco, si porge invito all'amministrazione a muoversi con cautela, in un quadro normativo certo, anche alla luce del Decreto Lgs 81/2008, con un approccio il più possibile costruttivo, anche in forma sperimentale, prevedendo, per analogia, i necessari e/o ulteriori "idonei paracaduti" per tutti quei soggetti che, per colpe non proprie, sono oggi a rischio.

L'obiettivo finale è certamente, anche per il sindacato Itamil Esercito, quello di offrire a ogni militare un lavoro e un ambiente di lavoro salubre nel quale i rischi professionali siano sotto controllo.

Ad avviso di chi scrive, dovrà anche essere dipanata l'annosa e mai risolta problematica relativa all'applicazione della sorveglianza sanitaria, prevista nei casi in cui si applica l'Art. 48 del D.P.R. 782/85 visto che, come evidenziato, l'Amministrazione, al momento, non ha ancora affrontato concretamente tale problematica, nonostante le linee guida emanate e relative al rischio da stress da lavoro correlato.

Il suddetto tema dovrà quindi scoprire corretta applicazione, visto che i previsti colloqui psicologici saranno di natura preventiva.

A tal proposito, il Sindacato Itamil Esercito propone al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito di creare un Osservatorio Speciale sulle condizioni di tutela della salute e del posto di lavoro dei militari, con la possibilità di indicare, da parte dei sindacati autorizzati dal ministero della difesa, coinvolgendo del personale militare esperto e qualificato nonché professori, medici aventi una chiara e specifica cultura scientifica nel settore della medicina legale, nutrizionisti e giuristi per costituire un organo terzo in grado di dare risposte esaustive al personale.

Tali colloqui potranno essere effettuati anche da psicologi appartenenti all'Amministrazione, i quali dovranno mettere i colleghi nelle condizioni di affrontare le visite senza il timore di essere posti in aspettativa e successivamente sotto sorveglianza psichiatrica dando loro le adeguate garanzie.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, il tavolo di confronto resta aperto, consapevoli della delicatezza dell'argomento trattato e pertanto il Sindacato Itamil continuerà ad apportare il necessario e costruttivo contributo, finalizzato prioritariamente alla tutela della salute degli appartenenti alla categoria, sotto ogni profilo ed in particolare sotto quello sanitario e professionale, vigilando con particolare attenzione al fine di evitare il verificarsi di forzature di tipo normativo - istituzionale che potrebbero risultare fortemente penalizzanti e negativi per i militari e le proprie famiglie.

Perseverare in tali contesti indurrebbe gli appartenenti al corpo a ritenersi quasi come personale "usa e getta" come peraltro è già successo nel passato con la circolare priva di ogni riferimento legislativo sull'indice di massa corporea. Tali condizioni non possono più essere tollerate, a maggior ragione se sol si consideri che tale categoria di lavoratori debba essere considerata come tra le più essenziali. Ed infatti, quella stessa categoria di lavoratori chiamata a difendere il cittadino dalle minacce esterne, risulta essere paradossalmente quella lasciata priva di ogni utile difesa atta alla tutela del proprio posto di lavoro.

Si insiste, dunque, affinchè l'amministrazione ponga in essere ogni soluzione idonea alla tutela della salute, e il giudizio medico legale tenga conto dell'età, degli anni di servizio, la propria storia professionale e l'impiego.

Pertanto il Sindacato Itamil Esercito ha dato mandato allo scrivente studio di avviare un percorso tecnico/medico/giuridico per verificare se i continui provvedimenti medico legali esercitati dall'amministrazione nei riguardi del personale sia realmente rispettose delle leggi poste a tutela dei diritti dei lavoratori chiedendo la dove non venissero accolte le nostre richieste alla Direzione Centrale per la tutela del lavoro presso l'ispettorato nazionale del lavoro di esercitare le proprie prerogativa a tutela e a difesa del posto di lavoro del personale militare.

L'intento, in definitiva, è quello di verificare sui metodi applicati al personale durante le visite annuali per l'idoneità al servizio continuativo del personale e i provvedimenti medico legali che spingono il personale nel tempo alla perdita del proprio status di militare siano in linea con i dettami legislativi in tema di tutela del lavoratore.

Pertanto, senza voler disquisire sul piano della doverosa attività dell'Amministrazione Militare per la propria funzionalità ed efficienza operativa, si ritiene opportuno ribadire che qualsiasi provvedimento essa prende nei riguardi dei propri dipendenti debba rispettare i principi previsti per i diritti dei lavoratori in particolare rilievo sulla garanzia del posto di lavoro che non può essere messa in discussione da patologie non permanenti che non limitano il proprio movimento o le capacità operative.

È di fondamentale importanza, per il personale militare, che non si cambiano le regole nel corso della propria carriera, perché tali condotte potrebbero sfociare in gravi eccessi di potere che ledono direttamente e indirettamente i principi posti in presidio dei diritti dell'uomo, prima che del "Militare"

Tanto premesso, ci si riserva ogni opportuna azione a tutela del posto di lavoro di tutti i tesserati del Sindacato Itamil Esercito, onde escludere ricorsi e/o altro contenzioso innanzi l'Autorità Giudiziaria, e per l'effetto si invita e diffida l'Amministrazione a voler cessare qualsiasi condotta che metta in discussione il posto di lavoro dei tesserati Itamil, non rispettando quanto prescritto dalle leggi in tema di condizioni, diritti e tutela della salute dei lavoratori entro e non oltre il termine perentorio di giorni 30 (trenta) dal ricevimento della presente.

In attesa di cortese cenno di riscontro, si porgono i più

Distinti Saluti

Cosenza-Roma, 13 agosto 2021

Avv. Battista Barberio