ABBIAMO TRASMESSO 11 QUESITI AL DIPE " FAMIGLIE SPEZZATE NELL'ESERCITO" .

14.07.2023

Il Sindacato Itamil Esercito ha inviato un questionario di 10 punti al Dipartimento Impiego del Personale Militare dell'Esercito, rivolgendo l'attenzione alle modalità di gestione dei trasferimenti e delle prime assegnazioni. Questi processi, stando alle segnalazioni ricevute, generano dubbi e malcontento. Il nostro obiettivo è avviare un dialogo costruttivo per migliorare la situazione del personale e delle loro famiglie.

1. La nostra prima domanda riguarda le tabelle organiche: perché allo stato attuale non rispetta la suddivisione del personale tra Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Militari di Truppa prevista dall'Art 627 dell'ordinamento militare? Notiamo ad esempio che esiste un ufficio unico per Graduati e Militari di Truppa - come vengono conteggiate le tabelle organiche dei Graduati dai reparti fino al vostro ufficio?

2. Per garantire maggiore trasparenza, perché non vengono pubblicate le disponibilità dei reparti prima dell'assegnamento, con specificazione dei posti riservati?

3. Abbiamo ricevuto segnalazioni di trasferimenti tra caserme dello stesso comune - è vero?

4. Se lo Stato tutela i diritti dei lavoratori in caso di malattia e le norme militari obbligano il militare a curare la propria salute, perché chi si ammala viene penalizzato nei trasferimenti?

5. Perché il lavoratore che usufruisce della legge 104 per assistenza a familiari malati, o del 42 bis per i figli, o del 267 per i doveri di servizio, viene penalizzato nei punteggi per l'avvicendamento?

6. Ci chiediamo come mai un atleta di Arti Marziali VFP1, pluricampione è convocato in Nazionale, viene escluso dal Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito di Roma e assegnato in un reparto generico?

7. Perché i Carabinieri e Polizia, nonostante la maggiore dimensione organica e problemi di invecchiamento, riescono a soddisfare le richieste di trasferimento dei loro militari meglio di noi?

8. Perché il personale che partecipa ai concorsi interni viene trasferito fuori dal proprio bacino d'origine solo nell'Esercito?

9. Perché i militari sardi godono di una preferenza per rimanere nella propria regione, mentre i siciliani vengono spesso trasferiti in Sardegna, nonostante le difficoltà di trasporto?

10. Non potrebbe essere utile un riordino delle caserme al Centro-Sud e l'evacuazione dei non aventi diritto, con l'ausilio dei Carabinieri, per liberare gli alloggi demaniali e dare sollievo ai militari.

11. Riguardo ai trasferimenti in prima assegnazione e comprendiamo le preoccupazioni espresse dai nostri tesserati aggiungiamo un ulteriore quesito a riguardo alle decisioni prese in merito ai trasferimenti da Trapani a Teulada e da Teulada a Cosenza si sottolinea il problema specifico riguardante i trasferimenti dei militari sardi da Teulada a Cosenza e dei siciliani da Trapani a Teulada. Si fa notare che tali trasferimenti creano difficoltà logistiche significative per il personale coinvolto ad esempio, i militari sardi trasferiti da Teulada a Cosenza devono affrontare una complessa situazione logistica per raggiungere le proprie famiglie. Essendo la Sardegna un'isola, la disponibilità di voli e navi per i viaggi verso il continente è limitata. Questo rende difficile e costoso per il personale sardo raggiungere i propri familiari con la frequenza desiderata. Allo stesso modo, i militari siciliani trasferiti da Trapani a Teulada devono affrontare sfide simili. Poiché Teulada si trova in Sardegna, i militari siciliani devono fare affidamento su voli o navi per raggiungere la loro nuova sede. Questo può comportare limitazioni di tempo e costi aggiuntivi per il personale e le loro famiglie  non si comprende che queste difficoltà logistiche siano fonte di preoccupazione per il personale coinvolto e che possano influire negativamente sulla loro qualità di vita e sulle dinamiche familiari. inoltre sembrerebbe che i sardi possono richiedere dopo tre anni il rientro sul proprio bacino d'origine hai siciliani non è consentito per qualsiasi motivo esiste questa differenza di trattamento in due aree disagiate dal punto di vista dei trasporti? Si richiede quindi una chiara spiegazione riguardo alle ragioni operative o strategiche che hanno portato a tali decisioni di trasferimento, al fine di comprendere meglio la situazione e valutare eventuali soluzioni alternative che possano mitigare gli impatti negativi sul personale.  Oltretutto da queste esperienze è normale che i vfp1 preferiscono transitare in altre forze armate

In conclusione, non possiamo trascurare la situazione attuale. La nostra Forza Armata non può aspettarsi di trasferire il personale e complicare il loro ritorno senza garantire alloggi adeguati e dignitosi. Non esistono privilegi in termini di mobilità per il nostro personale, come invece avviene per Carabinieri e Polizia. Gli alloggi demaniali non soddisfano le richieste, soprattutto per i ruoli iniziali, e mancano benefit o compensi straordinari che possano mitigare il costo della vita.

A lungo andare, questa situazione causa disagi alle famiglie, con un aumento delle separazioni, dei divorzi, delle malattie sul posto di lavoro e dei casi di indebitamento. È fondamentale che il vostro reparto agisca per portare questo problema all'attenzione del vertice militare, senza limitarsi a soluzioni di compromesso che generano solo malessere e dubbi.

Sappiamo che non siete voi i responsabili e che state facendo il possibile. Tuttavia, è necessario ripartire da zero, lavorando con le parti sociali per uscire da questa stagnazione. Una volta ricevute le vostre risposte, saremo lieti di presentarvi le nostre proposte, rispettando ovviamente i nostri limiti e la nostra competenza.

Infine, ci chiediamo: non potrebbe essere benefico per la nostra Forza Armata riorganizzare le caserme nel Centro-Sud e procedere senza indugi all'evacuazione dei non aventi diritto, coinvolgendo i Carabinieri per liberare gli alloggi demaniali? Questo potrebbe fornire un sollievo significativo per i colleghi in attesa di un alloggio.