ATTI PARLAMENTARI D'INTERESSE MILITARE E  RISPOSTE DEL MINISTRO DELLA DIFESA

04.08.2021

Interrogazioni e risposte scritte del Ministro della Difesa

  • Atto Camera Interpellanza 2-01308

    presentato da RUSSO Paolo v testo di Giovedì 26 agosto 2021, seduta n. 557  Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della difesa, il Ministro per la pubblica amministrazione, per sapere - premesso che:i l Sindacato Itamil Esercito, riconosciuto dal Ministero della difesa con proprio decreto il 2 novembre 2020, attraverso la nota piattaforma «change.org», ha lanciato una petizione, indirizzata alla Camera dei deputati, volta a sostenere la necessità di apportare alcune modifiche alla legge 4 novembre 2010 n. 183 recante: «Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché' misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro»;in particolare, gli interventi richiesti riguardano l'articolo 19 della predetta legge che riconosce la specificità del ruolo delle Forze armate.

  • Interrogazione a risposta scritta dell'On. Paolo Russo (4-04397) in tema di riordino delle carriere, valorizzazione professionale dei militari.  Iter concluso con la risposta del Ministro. Leggere il Codice 01
  • Interrogazione a risposta scritta del Senatore Urraro per il passaggio in servizio permenente dei Volontari in ferma breve. Iter concluso con la risposta del Ministro. Leggere il Codice 02. 
  • ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03870 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 242 del 21/10/2019 Firmatari Primo firmatario: RUSSO PAOLO Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE "Processo concluso al Segretario Generale Girolamo Foti. Leggere il Codice 03  - Iter concluso - 
  • Atto camera interrogazione parlamentare a risposta scritta dell'On. Paolo Russo in materia di tutela della salute - Iter non ancora concluso -  Codice 04
  • Atto camera interrogazione parlamentaee a risposta scritta dell'On. Paolo Russo in materia di legge sui diritti sindacali dei Militari. 
Atto Camera 
Interpellanza 2-01308

presentato da RUSSO Paolo

testo di Giovedì 26 agosto 2021, seduta n. 557 

 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della difesa, il Ministro per la pubblica amministrazione, per sapere - premesso che:

il Sindacato Itamil Esercito, riconosciuto dal Ministero della difesa con proprio decreto il 2 novembre 2020, attraverso la nota piattaforma «change.org», ha lanciato una petizione, indirizzata alla Camera dei deputati, volta a sostenere la necessità di apportare alcune modifiche alla legge 4 novembre 2010 n. 183 recante: «Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché' misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro»;
in particolare, gli interventi richiesti riguardano l'articolo 19 della predetta legge che riconosce la specificità del ruolo delle Forze armate, delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti;
tra le principali novità che il sindacato vorrebbe fossero apportate alla legge n. 183 del 2010 vi sono: 

- una progressione economica delle carriere che riconosca l'anzianità di servizio all'apice della propria carriera per tutti i ruoli non dirigenti «Graduati, Sergenti e Marescialli», la revisione di tutte le indennità già presenti nel trattamento economico in vigore; 

- la definizione di una legge quadro nazionale per la concessione di un ticket agevolato a tutti i militari in servizio e alle rispettive famiglie per usufruire dei servizi medici specialistici nonché per usufruire del trasporto gratuito dei mezzi di trasporto pubblici urbani, extraurbani, traghetti e ferroviari per motivi di servizio;

- inoltre, si ritiene necessario prevedere: la tutela del posto di lavoro dei militari in condizioni di eccesso ponderale ed altre patologie riscontrate nel corso della propria carriera, attraverso l'attribuzione di incarichi tecnico-amministrativi sul modello dei vigili del fuoco; 

-il transito nel ruolo civile della difesa oppure in altre amministrazioni dello Stato a scelta dopo i 27 oppure i 32 anni di servizio, mantenendo i benefici acquisti nel tempo dal proprio status di militare, oltre alla propria naturale progressione economica attraverso il rinnovo dei contratti e la scelta della sede di servizio nonché la revisione della normativa attuale al fine di garantire la stabilità familiare al militare qualora cessino i requisiti psico-attitudinali consentendogli di permanere nella sede di temporanea assegnazione decorsi 10 anni senza demeriti;

- si ritiene, infine, necessario modificare la normativa al fine di tutelare l'integrità del nucleo familiare del militare, garantendo la permanenza negli alloggi di servizio assegnati a seguito di trasferimento fino al compimento del sesto anno di età della prole, in luogo degli attuali tre anni -:

se e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano adottare al fine di dare seguito alle istanze riportate in premessa.(2-01308) «Paolo Russo».


Codice 01  ITER CONCLUSO - RISPOSTA DEL MINISTRO - Interrogazione a risposta scritta 4-04397 presentato da RUSSO Paolo

Testo di Lunedì 23 dicembre 2019, seduta n. 282

  PAOLO RUSSO. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:

l'articolo 627 del codice dell'ordinamento militare (C.o.m.), di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, inquadra il personale militare in quattro categorie gerarchicamente ordinate: ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa;

la categoria dei sottufficiali comprende i militari appartenenti al ruolo dei marescialli, dal grado di maresciallo a quello di luogotenente e gradi corrispondenti, e al ruolo dei sergenti, dal grado di sergente a quello di sergente maggiore capo e gradi corrispondenti;

la categoria dei graduati comprende i militari appartenenti al ruolo dei volontari in servizio permanente, che rivestono i gradi da primo caporal maggiore sino a caporal maggiore capo scelto e gradi corrispondenti;

come più volte espresso dai vertici militari, i graduati sono professionisti delle Forze armate sia dal punto operativo tanto in termini di forza lavoro, quanto in termini di logistica;

tuttavia, nonostante il loro fondamentale ruolo, il Governo sembrerebbe non porre la necessaria attenzione ad una categoria, quella dei graduati che, sia in termini economici sia di progressione di carriera, non ricevono il dovuto riconoscimento;

ad avviso dell'interrogante, i graduati si ritrovano condannati ad una carriera ibrida senza stimoli, senza alcuna valorizzazione professionale delle qualifiche speciali così come prevede il decreto legislativo sul riordino delle carriere del 29 maggio 2017, n. 94, all'articolo 1, commi 5, 6 e 7;

la normativa citata prevede, infatti, che ai militari delle varie categorie che rivestono il grado apicale (marescialli, sergenti e graduati) è attribuita una qualifica speciale che comporta l'assunzione di attribuzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo di appartenenza e all'anzianità posseduta. Nello specifico, tale previsione riguarda coloro che: a) ricoprono incarichi di maggiore responsabilità; b) sono i diretti collaboratori di superiori gerarchici, che possono sostituire in caso di impedimento o di assenza; c) assolvono, in via prioritaria, funzioni di indirizzo o di coordinamento con piena responsabilità per l'attività svolta;

attualmente i graduati a prescindere dagli anni di servizio, il grado e l'età, in maniera generica svolgono gli stessi servizi di caserma dei militari di leva, così come disciplinata dall'attuale circolare interna sui servizi di caserma n. 2938;

a ciò si aggiunga che tutti i servizi interni ed esterni, anche in carenza di personale, vengono svolti senza distinzione dalla truppa e dai graduati: non si può far gravare tutto su questi ruoli;

da ultimo, la Commissione difesa della Camera dei deputati l'11 dicembre 2019 ha approvato il parere favorevole, con osservazioni e condizioni, allo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate;

ancorché il provvedimento citato abbia carattere trasversale e riguardi tutti i ruoli del personale militare, si registra, ad avviso dell'interrogante, la totale mancanza di attenzione rispetto ai graduati;

a ciò si aggiunga la completa disattenzione verso i volontari (P4) che attendono da troppi anni il passaggio in servizio permanente e le cui sorti restano ad oggi oscure -:

quali iniziative, anche di natura normativa, il Ministro interrogato intenda intraprendere per valorizzare il servizio prestato dai graduati e chiarire le possibilità di progressione di carriera attraverso l'unificazione dei ruoli esecutivi graduati e sergenti, garantendo a quest'ultimi di raggiungere i gradi apicali del ruolo marescialli e ai marescialli di arrivare fino al grado di capitano, al fine di generare benefici in materia di servizi di vigilanza e svecchiamento e di eliminare la stagnazione dai gradi apicali;

se il Ministro interrogato non intenda adottare iniziative per prevedere nuovi arruolamenti per le Forze armate e, contestualmente, procedere ad un allungamento delle tempistiche relative Interrogazione a risposta scritta 4-04397

RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA DIFESA

Atto Camera Risposta scritta pubblicata Mercoledì 21 luglio 2021 nell'allegato B della seduta n. 544 4-04397 presentata da RUSSO Paolo

Risposta.* - La valorizzazione del personale militare, in termini di motivazione e gratificazione, è un obiettivo al quale è permanentemente rivolto il concreto impegno del Dicastero.

In tale ottica, il provvedimento correttivo al riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate - decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 173 - ha previsto specifiche misure volte a valorizzare gli appartenenti al comparto.

Con particolare riferimento al personale del ruolo graduati e del ruolo sergenti, vanno innanzitutto evidenziati importanti provvedimenti di natura economica, quali l'attribuzione di assegni ad hoc e l'incremento dell'importo aggiuntivo pensionabile per i gradi apicali dei rispettivi ruoli.

Sul piano della progressione di carriera, sono state introdotte una serie di norme improntate ad una maggiore flessibilità, tra le quali, la riduzione di permanenze nel grado ai fini dell'avanzamento e del conseguimento della qualifica speciale, la previsione di concorsi straordinari - da effettuarsi dal 2021 al 2023 - per i ruoli e per le categorie superiori, l'elevazione del limite di età per la partecipazione ai concorsi per accedere al ruolo dei marescialli e alla categoria degli ufficiali e, non ultimo, la previsione, a regime, di una riserva di posti del 5 per cento per il concorso ufficiali del ruolo speciale.

Tali misure hanno ampliato le opportunità previste dal precedente sistema di sviluppo delle carriere, che già consentiva, in relazione all'età degli interessati e ai periodi di permanenza nel grado, la possibilità di raggiungere, mediante concorsi, il grado apicale del ruolo marescialli per il personale proveniente dai sergenti e graduati, e quello di capitano per gli appartenenti ai ruoli marescialli e luogotenenti.

Si tratta di misure importanti, che contribuiscono in maniera robusta alla giusta valorizzazione di ruoli che, in seno all'apparato militare, sono fondamentali.

Riguardo l'unificazione del ruolo graduati e del ruolo sergenti, la tematica, in aderenza al principio di equi-ordinazione, deve essere affrontata da tutte le componenti del comparto difesa e sicurezza, poiché presuppone un'articolata valutazione tesa a verificare, alla luce delle funzioni assolte dal personale in questione, se le dinamiche di carriera conseguenti all'unificazione risultino funzionali per ciascuna delle amministrazioni interessate.

In tale ottica, va comunque considerato che la previsione di due ruoli distinti discende dalle differenti professionalità e competenze che caratterizzano il ruolo sergenti rispetto a quello dei graduati e che non possono ritenersi acquisite con la sola anzianità di servizio. Ne consegue che la possibilità di un transito debba essere necessariamente subordinata alle previste procedure concorsuali e alla successiva frequenza di corsi adeguati.

Riguardo, poi, al transito in servizio permanente, alla possibilità di nuovi arruolamenti per le Forze armate e alla previsione di un contestuale allungamento delle tempistiche di attuazione della legge n. 244 del 2012, ho già avuto modo di evidenziare, da ultimo lo scorso marzo davanti alle Commissioni difesa di Camera e Senato, che l'intero inquadramento normativo che regola il settore del personale richiede di essere aggiornato per reggere le sfide del nostro tempo.

In tale quadro, l'attuale sistema consente il transito in servizio permanente alla totalità dei volontari in ferma prefissata entro il termine della seconda rafferma biennale. Tale tempistica è dettata dai volumi organici fissati dalla legge, che non consentono di travasare immediatamente nel servizio permanente tutti i VFP4; al riguardo evidenzio, comunque, un significativo incremento, nel recente periodo, dei transiti nel servizio permanente, con conseguente contrazione dei tempi di attesa per il personale.

Ciò chiarito, con specifico riguardo alla legge n. 244, nel ribadirne la validità degli obiettivi, intendo continuare ad avvalermi, nell'immediato, di tutti i margini di flessibilità che la legge prevede al fine di preservare l'operatività dello strumento militare in relazione all'attuale scenario, prevedendone altresì un'estensione dei limiti temporali e individuando, nel contempo, soluzioni per un nuovo iter di reclutamento, rimodulando le attuali ferme dei volontari.

Il Ministro della difesa: Lorenzo Guerini.

Interrogazione e risposta del Ministro della Difesa sul passaggio in servizio permenente dei Volontari in Servizio Permanente. Codice 02 (iter concluso)

  • ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03870 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 242 del 21/10/2019 Firmatari Primo firmatario: RUSSO PAOLO Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE "Processo concluso al Segretario Generale Girolamo Foti. Leggere il Codice 03 - iter concluso - 

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03870 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 242 del 21/10/2019 Firmatari Primo firmatario: RUSSO PAOLO Gruppo: FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE

Data firma: 21/10/2019

Destinatari Ministero destinatario: MINISTERO DELLA DIFESA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 21/10/2019

Stato iter: 27/12/2020

Partecipanti allo svolgimento/discussione

RISPOSTA GOVERNO 27/12/2020  GUERINI LORENZO MINISTRO - (DIFESA) Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 27/12/2020 CONCLUSO IL 27/12/2020

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03870

presentato da RUSSO Paolo

testo di Lunedì 21 ottobre 2019, seduta n. 242

  PAOLO RUSSO. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:

il 13 marzo 2019 si è concluso il processo penale al tribunale militare di Napoli nei riguardi del Caporal Maggiore Capo Scelto Qualifica Scelta Girolamo Foti, delegato nazionale del Cocer eletto dai propri colleghi per tre mandati consecutivi, presidente e cofondatore del primo sindacato della storia dell'Esercito italiano «Libera rappresentanza militare» che ha vissuto buona parte della sua carriera in teatro operativo;

Foti è stato imputato per diffamazione pluriaggravata (articolo 227, comma 2, Cpmp; articolo 47 n. 2 Cpmp) e, secondo quanto riportato dalle registrazioni del processo Foti, pubblicate il 13 dicembre 2018 e nel mese di marzo 2019 da «Radio Radicale», tutto ebbe inizio con il monitoraggio del profilo Facebook, provvedimenti disciplinari continui, un processo di rigore per attività connesse con l'associazione libera rappresentanza (secondo l'accusa) con abbassamento repentino delle note caratteristiche da «eccellente» a «nella media»;

la vicenda ha avuto inizio dal reparto di appartenenza di Palermo, mentre il delegato Foti era in servizio isolato e continuativo su Roma per svolgere il suo regolare mandato nell'organo centrale della rappresentanza militare: il Cocer comparto difesa ha votato ad unanimità la delibera n. 42 «tutela del delegato» per chiedere all'autorità affiancata di verificare se gli episodi segnalati da Foti avrebbero limitato il suo regolare mandato;

il colonnello Marco Piacentini, all'epoca comandante del 46° reggimento trasmissioni di Palermo, segnalò alla procura militare di Napoli un post del Foti che ringraziava il Cocer comparto difesa per aver votato ad unanimità la delibera;

a parere dell'interrogante il colonnello Piacentini non aveva la competenza per segnalare la delibera in questione, atto di competenza e responsabilità del Capo di Stato Maggiore della Difesa; oltretutto non si comprende come mai il Foti sia stato oggetto di tale processo, in quanto la delibera nella sua interezza, passò al vaglio del Comitato di presidenza e venne trattata, dibattuta e votata dall'intero consiglio, con annessi suoi eventuali allegati, nel rispetto del diritto di critica;

Foti difeso dagli avvocati Zanghì e Giallombardo verrà poi assolto con la nota conclusiva «il fatto non costituisce reato»;

Foti, per confermare la sua innocenza, si è dovuto accollare tutte le spese giudiziarie che l'amministrazione non rimborserà per intero; oltretutto, ha ricevuto un grave danno d'immagine dovuto alle indagini subite in tutto il territorio nazionale; non per ultimo Foti, a quanto consta all'interrogante, è stato escluso dal recente concorso per titoli speciale ex 958 in quanto all'epoca del concorso era stato rinviato a giudizio -:

se il Governo sia a conoscenza del processo relativo a Girolamo Foti, dei costi sostenuti dall'amministrazione giudiziaria e dai contribuenti italiani e se non ritenga di dover inoltrare una opportuna segnalazione alla Corte dei conti in relazione all'operato dell'autorità militari coinvolte nella vicenda e valutare la sussistenza dei presupposti per avviare una verifica interna al fine di accertare eventuali responsabilità amministrative e disciplinari alla luce delle anomalie sopra evidenziate;

quali iniziative intendano adottare al fine di tutelare l'attività dei militari impegnati nelle attività del Cocer ed evitare che possano ripetersi casi analoghi in futuro;

se il Ministro interrogato non ritenga che, attraverso la segnalazione della delibera n. 42 del Cocer comparto difesa ad opera di un comandante di unità periferica, siano state violate le competenze attribuite al Capo di Stato Maggiore, responsabile dell'andamento, dei deliberati e della funzionalità della rappresentanza militare nonché di eventuali segnalazioni per azioni disciplinari e penali alle autorità di competenza.

(4-03870)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata Domenica 27 dicembre 2020 nell'allegato B della seduta n. 446 4-03870 presentata da RUSSO Paolo

Risposta. - A premessa della risposta, corre l'obbligo di segnalare l'inesistenza di organi adibiti, a qualsiasi titolo, al controllo sistematico e aprioristico dei profili Facebook del personale delle Forze armate. Solamente in presenza di specifiche, formali segnalazioni o doglianze da parte di soggetti che lamentano lesioni alla propria sfera personale e/o giuridica, in conseguenza di pubblicazioni su siti internet e/o social network, vengono - ovviamente - svolte da parte dei competenti organi di polizia giudiziaria le necessarie verifiche volte ad accertare la fondatezza della segnalazione e la ricorrenza di eventuali profili di reità da segnalare alla competente Autorità giudiziaria.

Venendo specificatamente all'atto di sindacato in esame si rappresenta che, a mente dell'articolo 301 dei codice penale militare di pace, per i reati sottoposti alla giurisdizione militare, i comandanti di corpo delle varie Forze armate esercitano le funzioni di polizia giudiziaria, sotto la direzione della competente procura militare.

Orbene, nel caso oggetto della presente interrogazione, il colonnello Piacentini non si connotava come un mero «Comandante di unità periferica», ma svolgeva le funzioni di comandante di corpo del soggetto interessato e, in tale veste, ha - doverosamente - segnalato alla procura militare fatti che presentavano possibili riflessi di rilevanza penale.

Va notato come la configurata ipotesi di «diffamazione militare aggravata» - di cui al comma 2 dell'articolo 227 c.p.m.p. - rendeva il reato procedibile d'ufficio, sottraendolo, dunque, alla condizione di procedibilità della «richiesta» di cui all'articolo 260 del predetto codice.

Come stabilito per legge, l'autorità giudiziaria che acquisisce dagli organi di polizia giudiziaria la cosiddetta notitia criminis, deve, a sua volta, procedere, in virtù della «obbligatorietà delibazione penale», all'accertamento dei fatti che possono portare o a un proscioglimento o ad una richiesta di rinvio a giudizio.

La verifica attenta di ogni profilo penale, disciplinare, amministrativo e contabile ascrivibile alla notizia - in ossequio alla vigente ripartizione dei poteri prevista dalla Carta costituzionale - risale alla competente autorità e, in ragione di ciò, non si ha alcun titolo a esprimere valutazioni di sorta su atti posti in essere dall'autorità giudiziaria.

Una volta acquisito il giudicato penale, l'amministrazione non può che prendere atto del pronunciamento del giudice e adottare ogni conseguente azione prevista dalla legge, tra cui l'obbligo, ex articolo 1392 del decreto legislativo n. 66 del 2010, di esaminare gli eventuali profili disciplinarmente rilevanti delle condotte emergenti dallo stesso giudicato.

In tale quadro, i procedimenti amministrativi al momento posti in essere dall'amministrazione militare e i conseguenti provvedimenti non paiono inficiati da profili di illegittimità/illiceità.

Il Ministro della difesa: Lorenzo Guerini.

Classificazione EUROVOC:

EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione):

procedura disciplinare

delitto contro la persona

giurisdizione militare

Atto Camera interpellanza 2-01266 presentato da RUSSO Paolo - Tutela del posto di lavoro - Iter non ancora concluso.

Testo di Martedì 29 giugno 2021, seduta n. 532Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:il 16 giugno 2021, si è tenuta una riunione del Cocer Interforze (Esercito, Marina militare, Aeronautica militare, Carabinieri e Guardia di finanza) durante la quale i partecipanti hanno discusso la bozza - che sembrerebbe essere circolata qualche giorno prima - della nuova direttiva per la gestione delle condizioni di eccesso ponderale;a seguito di tale incontro, il 18 giugno 2021, sul sito internet ufficiale dell'Organizzazione sindacale italiana dei militari dell'esercito (Itamil), è stata pubblicata una lettera aperta - sottoscritta dal segretario generale, Girolamo Foti - in cui è riportata la politica del Sindacato circa la tutela della salute e la conservazione dello status di militare;infatti, la gestione delle condizioni di eccesso ponderale è complessa oltre che delicata: il personale può, laddove sia rinvenuta una simile condizione, essere collocato in convalescenza, accumulando così giorni di malattia e perdendo indennità accessorie, la possibilità di ottenere trasferimenti, di accedere a ruoli superiori oppure, in casi estremi, il lavoro;a tal proposito, occorre ricordare che il Sindacato ha recentemente avviato una richiesta d'accesso agli atti all'amministrazione dell'Esercito per comprendere il numerico e valutarne successivamente i presunti costi ed eventuali danni erariali connessi alla collocazione in convalescenza del personale dal 2016 al 2020. Tuttavia, l'istanza è stata rigettata dalla stessa in quanto priva di una banca dati sul numerico richiesto;dunque, viste le possibili ricadute sul personale militare, per la definizione dell'eventuale contenuto della direttiva, non si può non tenere conto del parere delle varie organizzazioni sindacali riconosciute, del personale medico specializzato in materia, di avvocati e responsabili al servizio prevenzione e protezione in materia di sicurezza del lavoro;il confronto tra questi soggetti agevolerebbe la possibilità di definire le procedure necessarie per aggiornare e implementare le tabelle ormai obsolete relative alle varie patologie - anche tenendo conto di quanto previsto dalle direttive in tema di stress lavoro correlato - evitando così di far ricadere eventuali patologie riscontrate al personale nel corso della carriera sul solo eccesso ponderale -:se il Ministro sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di avviare un dialogo costruttivo tra le parti, anche attraverso il coinvolgimento di esperti che siano in grado di esprimere un parere in linea con le direttive vigenti in tema di tutela della salute e del posto di lavoro, allontanando, così, ogni dubbio interpretativo o applicativo a danno del personale.(2-01266) «Paolo Russo».

Inter non ancora concluso....

Interrogazione parlamentare dell'On. Paolo Russo in materia di legge sul sindacato dei Militari (inter non ancora concluso) Codice 05

Per sapere - premesso che: l'organizzazione sindacale italiana Itamil Esercito ha annunciato che nei giorni 27 e 28 marzo 2021, terrà una votazione on-line sul proprio sito web, tra i propri associati, per decidere se prendere l'impegno di portare più di 500 militari, con le rispettive famiglie, per manifestare di fronte la Camera dei deputati; l'obiettivo di tale manifestazione sarebbe quello di denunciare l'indifferenza dell'Amministrazione rispetto alle numerose problematiche che riguardano le rappresentanze sindacali militari; infatti, detti sindacati, spesso, non sono coinvolti nei tavoli tecnici per le istanze che interessano i loro iscritti, ovvero in quelli riguardanti la parte operativa in tema di ricongiungimenti familiari, genitorialità, alloggi di servizio, valorizzazione professionale delle qualifiche speciali di tutti i ruoli non dirigenziali, rimodulazione dei concorsi. Senza sottacere altre rilevanti problematiche quali la programmazione vaccinale, il precariato e la contrattualistica, le condizioni - anche in termini di sicurezza - delle caserme e le valutazioni inerenti all'impatto psico-somatico subito dai militari di rientro dalle missioni all'estero, fattori tutti che impattano non solo sul per- sonale militare ma anche sulle loro famiglie, invero, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 120 del 2018 ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2010, che prevedeva l'impossibilità per i militari di associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali, rinviando al legislatore il compito di definire le nuove tutele rappresentative di carattere sindacale; tuttavia, ad oggi l'unica fonte che disciplina la materia, è la circolare ministeriale del 21 settembre 2018 che, pur indicando le specifiche condizioni per consentire l'avvio delle procedure di costituzione delle associazioni professionali a carattere sindacale, prevede stringenti limitazioni relative al diritto di sciopero e all'adesione ad altre organizzazioni sindacali esterne; la piena e concreta attuazione dei principi costituzionali, sanciti dagli articoli 21, 39, 52 e 54, nel rispetto del sopra citato arresto della Consulta, implica l'effettività della tutela dei fondamentali diritti del personale militare che ha un ruolo strategico per la salvaguardia delle istituzioni democratiche e la sicurezza del sistema Paese; è necessario, dunque, non comprimere eccessivamente le facoltà inerenti alla rappresentanza dei sindacati militari onde evitare che le problematiche sin qui evidenziate si traducano in un inevitabile aggravio del contenzioso con l'Amministrazione -: quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare al fine di rendere effettivi i diritti sindacali del personale

militare. (4-08446)